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Come ben sapete, una delle cose che adoro di più al mondo è passeggiare per i vicoli di Roma, fantasticare su come si presentavano le strade nei tempi passati e pensare che milioni di persone prima di me hanno calpestato lo stesso “pezzo di mondo”. Odori, suoni, palazzi erano molto diversi da oggi, ma con un pizzico di attenzione e molta immaginazione, attraverso i nomi delle vie, piazze e vicoli, possiamo ricostruire la storia della nostra città.
Nomi di famiglie nobili, personaggi illustri, artisti, città, battaglie, monti, re, principesse (e chi più ne ha più ne metta!) non sono lì per un puro caso!

Ma sicuramente i nomi di vie più divertenti e stravaganti li troviamo nei quartieri popolari, che ci riportano a mestieri che oggi non esistono più, a modi di dire e soprannomi divertenti (si sa che i romani hanno questo  “vizietto”) . Mi capita molto spesso di leggere sulle caratteristiche targhe di travertino nomi assurdi e cercare di dare una soluzione di senso compiuto. Spinta dalla curiosità sono andata a cercare alcuni significati e da questo, cari travellers, la vostra B. al passo con i tempi, ha stilato per voi la top five dei nomi di strade più divertenti di Roma.

1 – VICOLO DELLE BOLLETTE

Vicolo delle Bollette

Vicolo delle Bollette

Al contrario di quello che potreste pensare, questo non è il posto in cui i romani si incontrano per imprecare contro l’aumento della luce e del gas.
Il toponimo, infatti, deriva dai fabbricanti di chiodi e di bollette o bullette, detti bullettari che,  fino al Seicento, qui avevano le loro botteghe.
I chiodi prodotti da questi artigiani venivano utilizzati per aggiustare le suole delle scarpe dei contadini (altro che un paio di scarpe a stagione!).

2 – VIA DELLE ZOCCOLETTE

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Via delle Zoccollette

Come tutti sanno a Roma “zoccola” è un termine dispregiativo per intendere l’antico mestiere della meretrice, ma non è come sembra e non pensate subito male!
Prima regola del manuale del romano: mai dare nulla per scontato.
Il nome di questa via, che si trova alla spalle di Campo de’ Fiori, pare derivi dalle orfanelle che vivevano nel conservatorio dei Ss. Clemente e Crescentino. Le ragazzine venivano chiamate dal popolo “zoccolette” in modo affettuoso (eh già!) per i calzari che indossavano.

3 – VIA E VICOLO DELLA CUCCAGNA

Via della Cuccagna

Via della Cuccagna

A Roma “cuccare” vuol dire portarsi a casa un premio, nelle sue innumerevoli sfumature, tra cui quella di aver rimorchiato una turista tedesca!
Ma anche questa volta,  un piccolo pezzo di storia di popolare si nasconde in una targa.
Un tempo, in Piazza Navona, veniva organizzato l’albero della cuccagna, dove baldi giovani tentavano di arrampicarsi su un palo, unto a mestiere, da cui pendevano polli e vivande! Il vincitore si “cuccava” il premio!

4 – VIA DELLA GATTA E VIA PIE’ DI MARMO

Via

Via Piè di Marmo

Immaginate un mega piede di marmo grande quanto una Fiat 500  (il sogno di ogni feticista!) che da monumentale statua della dea Isis é diventato solo un povero moncherino.
Ora immaginate un gatta che un tempo faceva le fusa alla statua di Isis ed ora se ne sta murata all’angolo di Palazzo Grazioli (che finaccia!).
Ho unito queste due strade perché condividono la stessa origine: entrambe si trovavano nel Tempio di Iside e Serapide, che un tempo era in Campo Marzio.

5- VIA DEI TRE PUPAZZI

Via dei Tre Pupazzi

Via dei Tre Pupazzi

Qui non si vendevano né bambolotti né peluches, né tanto meno era il luogo d’incontro dei politici del tempo.
Al civico numero 15, all’altezza del primo piano è murato un avanzo di sarcofago di pochi centimetri, con tre figurine umane scolpite. Sono questi i tre pupazzi che danno nome alla via, e sono pupazzi di lusso, perché il frammento risale al IV secolo!

Per non venire meno al gioco delle associazioni, non potevo non ricordare due piatti tipici della tradizione culinaria romana, che all’orecchio di chi non è mai stato a Roma, possono risultare sicuramente strani e divertenti:

– al primo posto la pajata, che non è paglia ripassata in padella, ma l’intestino tenue del vitellino da latte o del bue. Quando si infila dentro al rigatone si scatena la poesia!

– segue indiscutibilmente la coratella, ovvero le parti delle interiora degli animali di piccola taglia come agnello, coniglio o pollame. La coratella con i carciofi è una delle cose più buone della tradizione culinaria romana.

Mi è venuta fame, faccio un salto in osteria,

Trasteverinamente
see you soon,

B.

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B. : Top 5 delle vie più strane di Roma
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