COLLAGE_TORTA_DI MELE

 Istruzioni per l’uso: leggere ad alta voce con accento toscano (mi scuso in anticipo con tutta la regione!)

Mi chiedo spesso, girando per Roma, come possa apparire la città eterna agli occhi di un viaggiatore..ancor di più mi domando cosa potessero provare, nei tempi passati, tutti quegli uomini e quelle donne che, per le più disparate ragioni, giungevano “al centro del mondo”. Poco tempo fa giravo per i vicoli del centro con la mia amica That’s Amore Italia (è giunto il momento si svelarvi IL segreto: ero presente anche io al “tour abbuffata” dello street food romano!!) e dopo aver mangiato e camminato, camminato e mangiato, ci siamo letteralmente accasciate sui gradini della fontana di Piazza Maria in Trastevere, piene e stremate!

Per chi non mi conosce, è bene che sappia che, oltre a svegliarmi alle 5.45 del mattino con in testa una Torta Caravaggio da preparare, oltre ad immaginare di avere un tête-à-tête con Antonio Canova , amo e adoro parlare con altri accenti ed inventarmi personaggi che a volte assumono

Il Gari- Gesù

una notevole caratterizzazione..ed in questi eccessi di fantasia non c’è nessuno più della That’s Amica che riesce a starmi dietro! Mentre era concentrata a guardare uno strano personaggio che mixava magicamente in un solo essere umano le sembianze di Garibaldi e Gesù (a Trastevere capita di incontrare soggetti così!),
mi sono girata verso di lei e le ho detto: “Oh Dionigia!! Te tu ti rihordi huanto stupore si è provatho la vvolta he siam venute a Roma??”
Senza troppe spiegazioni, né presentazioni, lei è diventata la Dionigia ed io la Moniha..abbiamo parlato così per tutto il pomeriggio (a volte penso di aver creato un mini-mostro!).

D. “Oh bischera! Rihordami in che occasione siam venute perché non mi sovviene!”

M. “Ti rihordi huando nel 1450 il Papa Niccolò V ha indetto il sesto Giubileo e tutti i fedeli si rehavano a Roma?” (Mi ha guardato malissimo!) “Dai grulla! Huando la hapitale del cristianesimo brulihava di gente di tutta Europha ed i viholi erano straholmi di gente!”.

D. “Ma intendi huando Trastevere era il quartiere popolare al di là del Tevere (Trans tiberim), cuore hommerciale della città e siamo venute a vendere le nostre torthe? E poi siamo venute a riposarci proprio in codesta piazza?” (Voli pindarici!! AdoVVVVo!!)

Piazza Santa Maria in Trastevere | Roma

M. “Brava! Però te tu ti rihordi che la fontana miha era qui al centro della piazza ma si trovava nell’ estremithà opposta alla chiesa! E ce l’aveva messa proprio il Papa in occasione del Giubileo! Che poi c’eran tutte le trasteverine che ci lavavano i panni e le stoviglie..e cantavano e cantavano!”

Vedo che non mi segue e torno momentaneamente in me..le racconto che quella di Santa Maria in Trastevere è, secondo la tradizione, la più antica fontana di Roma, risalente nella sua forma originaria all’ epoca dell’imperatore Augusto. Nel tempo è stata arricchita di elementi decorativi dall’amico Bramante (pare) e da Carlo Fontana, e solo a metà Seicento, per decisione di Bernini, fu collocata al centro della piazza. Visto che ci sto, aggiungo che nel 38 a.C. (on dit) ci sia stata un’eruzione di olio dal terreno nel punto in cui sorge la chiesa, interpretato come l’annuncio della venuta dell’Unto dal Signore (no, non pensate a Silvio! Pensavano dovesse tornare il Messia).

D. “Pratihamente una doccia di petrolio!”

M. “Esattamente! E pè codesto motivo che Papa Callisto, nel 222, edificò il primo edificio dove celebrava la messa (tipo un oratorio); poi è arrivato un altro Papa che l’ha ricostruita più grande..e poi la chiesa fu dedihata alla vergine Maria, (la prima a Roma ad essere dedihata alla Madonna)..e poi il Papa Leone III l’ha chiamatha Santa Maria in Trastevere..e il Papa Innocenzo II ci ha fatto mettere i marmi che si trovavano alle Terme di Harahalla..” (su Harahalla la risata è partita prepotente!).

Siamo rimaste un bel po’ a guardare i mosaici sulla facciata e sul campanile. “Dionigia le vedi le dieci donne ai lati della Madonna, che hanno una la lampada in mano? Due ce l’hanno spenta..è perché avevano perso i marito porine!”
Ma sul Piero Angela’s moment il Gari-Gesù ha iniziato ad agitare il bastone da pellegrino, dunque siamo fuggite all’interno!

Exterior_Mosiac_of_Santa_Maria_Trastevere

Il portico settecentesco (“si vede proprio lo stacco di holori con l’edificio romanico!”) ospita oggi epigrafi cristiane, frammenti di fregi, resti di plutei dell’antica basilica, sarcofagi, affreschi e pietre tombali, “ma l’altra volta he siam venuthe, te tu rihordi i holtelli e gli spiedi? Venivano appesi da tutti i bulli che decidevano di hambiare vita e appendevano simbolihamente “l’arma de’ mestiere” proprio qui, in Santa Maria!”

Entriamo e l’odore dell’incenso ci avvolge; ci vuole qualche secondo per abituare gli occhi alla luce tenue della chiesa.

D. “Moniha dimmi te se non era più bello quando illuminavano tutta la chiesa con le handele, invece di codesta luce elettriha a intermittenza..chell’è sta storia della monethina?” ( il mosaico si illumini per circa un paio di minuti solo ed unicamente quando i viaggiatori inseriscono la monetina in una macchinetta, si sono aperte subito le scommesse su chi fosse il prossimo…quello con il cappello o la giapponesina?!).

La monumentalità delle 22 colonne di granito inquadra perfettamente il catino absidale (“Queste sono holonne di riuso..le prendevano dai resti di antihi monumenti romani, e le rihollohavano (?!) nelle nuove chiese..se osservi bene noterai che son tutte diverse! Un buttavano via nulla!!”), quasi fossero le quinte di un palcoscenico, in cui risplende un enorme mosaico dorato.
“Dove ci vogliamo accomodare hara?” (manco stessimo al cinema!).

M. “Vedi…la Vergine el su figliolo sono seduti sullo stesso trono..guarda come abbraccia la mamma..guarda che bello il vestito!! Che rihami! Quante gemme preziose!!! Sulla fascia al centro c’è l’agnello mistiho su cui convergono le dodici pecorelle, che poi sarebbero i dodici apostoli, poi ci sono le città sante e le storie della vita della Vergine di Ppietro Havallini (alias Pietro Cavallini).

D. “Hara la mi Moniha B., ora ti frego io! Dimmi cosa hucineresti pensando a codesto mosaico! Un ti poi aggrappare alla vita del pittore o dello scultore qui! Vai vai son curiosa!”

M. “Li vedi tutti quei pezzettini là del mosaico? Son tanti, son piccini piccini..presi singolarmente un sò molto, ma tutti attaccati fanno una meraviglia!! Così io prenderei le mele e le farei a dadini, proprio come le tessere del mosaico, e le aggiungerei all’impasto di ova, zucchero e farina, una grattugiata di limone..e poi ti ci metterei pure un po’ di hannella che mi rihorda l’odore dell’incenso…Hara la mia Dionigia…t’ho fregato anche stavolta!”

torta_di mele

La piazza e l’intero quartiere sono divenuti, nel corso degli anni, uno dei principali punti di riferimento della vita notturna romana. Ora, considerando che l’orario di apertura della chiesa è dalle 7.00 alle 20.00, vi consiglio di entrarci, magari prima dell’aperitivo nella vicina piazza di San Callisto..
Oh poi la Thorta di mele l’ho fatta per Capodanno..è terminata in 5 minuti! 😉

See you soon,

B.

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B. : Santa Maria in Trastevere e la torta di mele
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