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Esiste un posto in Puglia dove 1400 mamme di pietra dominano una vallata da secoli.
Carichiamo di nuovo le valigie in macchina e orientiamo il muso del nostro fedelissimo bolide verso sud.6 ore di viaggio da Roma che alterniamo cantando tutta la playlist di viaggio ( per vostra fortuna non possiamo caricare anche l’audio del racconto!).
Di fronte a noi sfila il paesaggio campano che piano a piano si addolcisce, entriamo in Puglia.
I campi riposano in attesa della primavera, ci domandiamo quanto sarebbe diverso passare di lì a giugno. Roberto ha la strana abitudine di trovare ovunque similitudini con la sua amata Sicilia, trovandoci di fronte a distese di ulivi attraversate da muretti a secco…per un attimo ha creduto di essere a casa!
Improvvisamente vediamo apparire qua e la delle paffute costruzioni con il cappello a punta…siamo decisamente vicini alla meta.
Parcheggiamo la nostra quattro ruote e facciamo il nostro ingresso trionfale ad Alberobello.
Mimmo è il nostro uomo, ci siamo visti solo una volta ma è bastata per convincerci a venirlo a trovare. Il sorriso gentile e genuino di certe persone non si dimentica facilmente!

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La sua è una storia tutta italiana che parla di un piccolo borgo unico al mondo dove è cresciuto insieme ad altri 30 “nonni”, dove le porte dei trulli erano sempre aperte e si imparava dagli anziani. Dove però chi poteva se ne andava a vivere ad Alberobello Nuovo per comprarsi una casa su due piani, abbandonando piano a piano i loro trulli. Da una promessa fatta alla bisnonna di non vendere mai il suo trullo è nata l’idea di ospitare i viaggiatori che vengono qui da tutte le parti del mondo. Le tipiche abitazioni coniche si spogliano della loro vecchia funzione di dimore per i contadini e si riscoprono accoglienti case.

E’ il 20 di dicembre, il sole sta tramontando e davanti a noi ci appare una distesa composta di pietre grigie e bianche illuminate dalle luminarie dorate delle decorazioni di Natale. Chi l’ha detto che il Natale è suggestivo solo al nord?

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Passeggiando per le strette viuzze ci sembra di stare in un villaggio concepito dalla mente di qualche artista amante del fantasy. Invece quelle pietre montate a secco, una sopra l’altra, nel 1996 sono state dichiarate dall’ Unesco patrimonio dell’umanità.
Ogni singolo elemento che compone il trullo ha una specifica funzione che fuso insieme lo rende un mix di architettura all’avanguardia e di straordinaria armonia con la natura. I muri sono composti da una fila doppia di pietre calcaree montate a secco che lo isolano dalla calura estiva e dal freddo (vi assicuriamo che le temperature in inverno non sono proprio miti!)…bio-architetti questo è il posto per voi! I coni sono stati orientati in modo da prendere il sole della mattina, così da illuminare l’interno e permettere ai contadini di preparare le loro bisacce. Le cisterne costruite sotto le abitazioni raccoglievano l’acqua piovana e nientepopodimenoche operose anguille (si avete capito bene!) insieme a palle di calce “lavoravano” per purificare l’acqua.

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Come in ogni paese delle favole che si rispetti esiste anche un lato misterioso fatto di simboli e di strani personaggi che lo popolano. I tetti di alcuni trulli sono decorati con segni propiziatori e magici per proteggere la famiglia dal malocchio o per venerare qualche divinità per un buon raccolto. In cima ad alcuni comignoli vediamo il profilo di un uomo con la pipa da cui esce il fumo del camino: allontana gli spiriti maligni!

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Saliamo e scendiamo dai vicoli, ci perdiamo e…lo stomaco comincia a brontolare. La Puglia è famosa per le macellerie con i tavoli. Noi ce ne andiamo da Mimino (Largo Martellotta,Alberobello)! Bombette, impanate di capocollo, pancetta, salsicce condite…un tripudio di proteine che diluiamo con un fortissimo primitivo (non ci facciamo mai mancare niente!).

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La parte più bella viene quando Mimino si siede con noi e porta una bottiglia di amaro, tra discorsi di politica seri e considerazioni sulla vita si è fatto tardi. La prima notte in un posto nuovo è sempre quella che conta in un viaggio.

Ci svegliamo la mattina dopo con la sensazione di aver dormito dentro la pancia di una grande mamma di pietra.
I trulli sono come i loro abitanti composti, accoglienti e indimenticabili
.

Coccolati e rifocillati,

Den e Robi

Per chi volesse dormire nei trulli di Mimmo, date un’occhiata alla pagina  I Trulli.

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EXPLORING PUGLIA: I trulli, antiche mamme di pietra
Alberobello