Il mistero degli 'mpanatigghi di Modica

Febbraio. Freddo. Pioggia. Oggi è veramente una giornata “no”. Roma si è trasformata in una grande piscina. Immagino mamme disperate
che corrono ad accompagnare a scuola bambini fradici come pulcini, file interminabili di macchine sul Lungotevere, IO che dovevo

uscire e fare un sacco di cose e, a meno che non esca vestita da sub, credo sia impossibile portarle a compimento… l’isteria dilaga!

STOP! Fermiamoci un secondo.. “RRipigghiamoci ‘mbari!!” (come direbbe Roberto). Chiudiamo gli occhi (non troppo sennò non potete continuare a leggere), respiro profondo e pensiamo che a Londra piove tutto il giorno, di tutti i giorni, di tutto l’anno, quindi tutto sommato c’è chi sta peggio.. (meteorologicamente parlando).

“B. estraniati dalla realtà per non farti prendere dalla depressione causata da una giornata uggiosa” me lo sto ripetendo in testa da tre ore…serve un pensiero felice…mi trasformo in Peter Pan.. il mio pensiero felice prevede sole, il mare, persone rilassate, profumi d’estate, cielo limpido, cose buone da mangiare e programmare la meta delle prossime vacanze. Urge la musica… “Una giornata uggiosa di Battisti mi mette ansia ( «Sogno il mio paese infine dignitoso».. verità che oggi non riesco ad affrontare)…cerco su youtube la canzone di Chiara Civello “Isola.. « E’ il tuo ritratto sullo sfondo che s’illumina ed è la luce del tuo mondo che mi libera». Si!! Io la prossima estate me ne vado a Modica!! ( o Muorica in dialetto).

sicilia-mappa

Amo quella città, amo la Sicilia, amo i siciliani (poche le eccezioni.. ma quelle sono altre storie..); sono stata già due volte nella città barocca del sud, in quella parte di Sicilia detta “babba”, cioè “stupida”, perché non si è piegata alla mafia (fossero tutti così gli stupidi!).
Nel corso degli anni ho accumulato meravigliose amicizie modicane ( e Roberto ne è l’esempio), ormai capisco buona parte  del dialetto; ho bellissimi ricordi di quella terra che, dall’estremità meridionale dell’Italia, si saluta con l’Africa, talmente bella che nel 2002 è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità” (cioè mica pizza e fichi!).
Soprattutto, è il posto dove ho consumato le migliori mangiate della mia vita, strafogate che ricordano il film di Gabriel Axel “Il pranzo di Babette” per intenderci; quelle che, anche se sei pieno, è tutto talmente buono che continueresti per giorni e giorni a fare ginnastica delle mandibole; quelle che se ci penso adesso, in questo istante, mi viene l’acquolina in bocca.. scacce, ricotta calda, cannoli, cioccolato di Modica, salsiccia modicana, il ristorante “da Beatrice”(Marina di Modica)…ok mi sto sentendo ufficialmente male!

La cosa più strana (nel senso di “particolare”) che ho assaggiato sono gli ‘mpanatigghi: dolcetti che si presentano come dei fagottini a forma di mezzaluna, con dentro…per ora vi lascio la  SUSPENCE…

IMPANTAGGHI_OK

Ogni volta che un modicano ti offre un ‘mpanatigghio (credo sia questo il singolare) la scena è la seguente: vassoio pieno di dolcetti di forme e ingredienti diversi, tu che indichi proprio il “panzerotto” imbottito e con tono curioso domandi “cosa c’è dentro?”.
Il modicano non aspetta altro che quella fatidica domanda, sorride divertito e ti dice “assaggia, dimmi se ti piace, dopo te lo dico!”.

Dubbioso e titubante (ci saranno mica occhi di drago e bava di lumaca?) dai il primo morso e…un’esplosione di sapori deflagra in bocca: cioccolato, noci, mandorle, chiodi di garofano, cannella…e torni in un attimo alla dominazione spagnola in Sicilia nel XVI secolo (l’idea di una pasta con dentro il ripieno ricorda infatti le famose “empanadas”).

“Bè che c’è di strano? Cos’è tutto questo mistero?”

Il modicano continua sghignazzare sotto i baffi e tu non capisci proprio.. a quel punto ti studi bene il dolcetto, lo analizzi, lo vivisezioni quasi…La mia prima perizia su di un ‘mpanatigghio ha portato alla seguente conclusione: il ripieno che fuoriesce in alto, proprio al centro del panciuto, come se fosse il suo ombelico, è il Duomo di San Giorgio, monumento simbolo del Barocco siciliano (ricostruito dopo diversi terremoti che colpirono la zona nel Seicento).

Duomo di San Giorgio | Modica

Duomo di San Giorgio | Modica

Ritengo doveroso, a questo punto, raccontarvi della “faida” tra San Giurgiari e San Pitrari (il Duomo di San Pietro è l’altra Chiesa madre), che da sempre anima i sostenitori dei rispettivi patroni. Non mi sento pronta a schierarmi, posso dire una cosa però, che entrambe le chiese mi hanno lasciata a bocca aperta!

L’andatura stessa del “biscotto” esterno ricorda la conformazione della città, le sue colline e i suoi pendii, i dolci rilievi che dalle pendici dei Monti Iblei portano verso la costa.
I palazzi del Barocco siciliano, con il loro tipico colore “biscottato”, sembrano essere stati appena sfornati da qualche mastro pasticcere ( niente, ormai ragiono di pancia!).

La chiusura della pasta, con quella decorazione frastagliata, mi fa venire in mente le antiche grotte (circa 700) che si trovano nella parte vecchia della città, utilizzate sin dall’epoca preistorica; ma allo stesso tempo mi fanno pensare alla costa ragusana, dove la maggior parte degli abitanti si trasferisce nel periodo estivo per passare le vacanze…Sampieri, Marina di Modica, Pozzallo, Cava D’Aliga (tra l’altro sono proprio i luoghi dove furono girate le puntate di Montalbano!).

Sampieri | Fornace Penna

Sampieri | Fornace Penna

“L’analisi è giusta B., ma ti manca ancora un particolare!”…Sentite io proprio non ci arrivo… Svelatemi chi è l’assassino vi prego!

“L’ingrediente del mistero è.. LA CARNE!!”

Ebbene si cari ‘mbari (termine amichevole che significa “compare”), il segreto è proprio questo! E come le migliori storie segrete che si rispettino, anche quella degli ‘mpanatigghi ha una sua leggenda alle spalle. Narra infatti l’aneddoto, che essi nacquero per mano delle suore di un monastero, le quali nascosero la carne tritata all’interno dell’impasto. I dolcetti del mistero erano dono per i confratelli predicatori che giravano fra i vari conventi in periodo quaresimale, ed impietosite dalle loro fatiche, inserirono qualcosa di sostanzioso e nutriente in quelli che Leonardo Sciascia definirà “biscotti da viaggio”.

Ormai gli ‘mpanatigghi ed io siamo come due amici che si stringono in un caldo abbraccio proprio come la pasta e il suo ripieno. Inutile dirvi che innumerevoli volte mi sono rifugiata nelle dolcerie Bonajuto e Giunta per fare il pieno!

Ci sarebbero molte e molte altre cose da dire, da raccontare, da gustare e da scoprire.. Io lo farò l’estate prossima.. che facciamo ci incontriamo a Modica?

See you soon,

B.

Se vuoi conoscere anche tu i misteriosi ‘mpanatigghi e le bellezze di Modica, visita: THAT’S AMORE SICILIA

P.S.: ringraziamo Rossana Bergamasco (modicana doc!) per le sue bellissime foto!

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