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Questo racconto di viaggio inizia lo scorso giugno. Siamo partiti una mattina di un piovoso venerdì
(il calendario segnava l’inizio dell’estate ma noi eravamo vestiti con la felpa di pile!), direzione Ficulle in Umbria.
Dal grande raccordo anulare di Roma imbocchiamo l’A1 in direzione Firenze, usciamo a Fabro e lì seguiamo le indicazioni di Virginia, è grazie a lei che abbiamo deciso di esplorare “il cuore verde dell’Italia“. Qualche tempo prima ci aveva invitati a passare un fine settimana a Ficulle per scoprire l’albergo diffuso che gestisce insieme alla sua famiglia. Ci aveva avvisati di non usare il GPS e di seguire le sue indicazioni..questa cosa ci è piaciuta tantissimo! Prendiamo una stradina e percorriamo 6 chilometri nel bosco..mano a mano che ci inoltriamo sentiamo crescere il richiamo ancestrale della natura (un po’ fricchettone, lo sappiamo!)..silenzio, verde, odore di foglie bagnate… Ascoltando “Society” di Eddie Vedder (ci stava tutta!), attraversiamo il bosco percorrendo uno sterrato…di fronte a noi il panorama si apre in una vallata…siamo arrivati!

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Incontriamo Virginia, che fino a quel momento avevamo conosciuto solo per mail e scopriamo essere una ragazza della nostra età! Ci sediamo insieme a lei nella “casa principale” dell’albergo diffuso e ci facciamo subito raccontare la storia di questo posto:  “tutto nasce da due fratelli con la passione per i cavalli e per l’Umbria. Comprarono negli anni ’80, 500 ettari di terreno in questa vallata, in cui scorre il fiume Chiani, dove c’erano diversi casali abbandonati. All’inizio fu il rifugio dalla frenesia della città per loro e per gli amici. C’erano sempre tante persone! Tempo dopo nacque l’idea di dare nuova vita a queste strutture e creare un albergo diffuso dove cavalcare e staccare la spina con il resto del mondo ma anche un luogo dove scappare dal caos e socializzare. Tutta la famiglia si è trasferita qui per seguire passo passo la nascita di questo posto dove la clessidra del tempo si è fermata”.
Ci racconta poi di come l’ecosistema di questo giardino diffuso sia rimasto intatto, infatti dall’altra parte del fiume hanno riportato le arnie con le api…si sa che sono dei veri e propri “indicatori” della salute ambientale. Capiamo che l’ Antico Feudo si inserisce perfettamente in quella categoria di realtà virtuose in cui le parole d’ordine sono: filiera corta, perfetta liaison  tra viaggiatore e territorio, “lusso” del silenzio e assenza di tecnologia. A proposito di questo Virginia ci racconta di come all’inizio non ci fossero televisori nelle camere, con il tempo hanno dovuto installarle (c’è sempre qualcuno che fa fatica a staccarsi completamente dalla realtà)…ma comunque la politica rimane quella di tenere fuori da qui gli schiamazzi del mondo. L’assenza di tecnologia stimola la fantasia ed il colore verde la dipinge di calma e serenità!

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Effettivamente noi ci sentiamo già parecchio rilassati. I telefoni non prendono, fuori è uscito il sole e siamo pronti per esplorare. Chiediamo a Virginia di consigliarci dove andare e cosa fare, mentre ci incamminiamo verso il casale che ci ospiterà questa notte (600 m dalla casa principale). Ci saluta e ci ricorda che alle 8 si cena…è l’unico orario fisso della giornata, qui all’Antico Feudo, ed anche l’unico momento di socializzazione se uno desidera isolarsi nella natura…infatti si mangia tutti seduti in un’unica tavolata! Appoggiamo gli zaini e ci fiondiamo al maneggio a vedere i cavalli…
Qui capiamo ancora di più come l’ ospitalità italiana si fonda completamente con la vita di campagna…come se la terra ci rendesse più disponibili verso gli altri.

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A breve gli altri racconti delle nostre esplorazioni umbre!

Den e Robi

Se volete dormire nell’albero diffuso di Virginia, visitate: l’ANTICO FEUDO

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EXPLORING UMBRIA: dritti al cuore dell’Italia.
Ficulle