umbria

L’Umbria è la regione dei borghi, oltre a quelli più conosciuti (Gubbio, Assisi, Norcia, Orvieto, etc.) esistono un’infinità di roccaforti del tempo, villaggi a presepe dove è possibile rivivere i ritmi dell’Italia di una volta.
Durante il week end all’ Antico Feudo abbiamo visitato Ficulle, un borghetto medievale in provincia di Terni. La cosa che ci piace di più è perderci nell’incastro medievale di viuzze..il bello di questi paesini è che non c’è bisogno di una cartina per orientarsi, basta solo seguire lo spirito da esploratori..a volte si rischia solo di capitare involontariamente nella corte interna di qualche abitazione!
Ci avevano detto che era il “paese dei cocciari“, del buon vino e degli insaccati. Noi siamo andati a verificare e vi vogliamo raccontare tre storie:
 

COSTANTINO –  il “cocciaro”

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Vi presentiamo Costantino: l’ultimo baluardo vivente di questa antica arte ficullese (pare sia rimasto solo un altro a parte lui).  Riconosciamo subito la sua bottega, fuori ci sono file ordinate di pentole, vasi, brocche di un bel arancione mattone. Entriamo dentro e ci viene incontro: camice blu da lavoro, mani sporche di argilla e sguardo severo. Ci dice che il negozio è chiuso e che dobbiamo uscire. Non ci arrendiamo così facilmente..gli diciamo che siamo venuti fino a qui apposta per comprare una sua pentola. Siamo riusciti a fare una breccia nel muro generazionale…e ne abbiamo approfittato! Abbiamo passato due ore a chiacchierare nel suo laboratorio scoprendo l’importante ruolo che avevano gli artigiani di terracotta nel mondo di una volta…senza plastica! Di come fosse delicato il rapporto con questi oggetti che erano fatti per durare ma allo stesso tempo molto fragili…“la gente aveva più cura delle cose“. Ogni vaso e contenitore ha una funzione…sicuramente non erano stati concepiti per metterci i fiori! Ci racconta, poi di come ha visto le botteghe chiudere perché i figli non volevano continuare e se ne andavano a studiare all’università, di come un antico mestiere,fondamentale nella società di un tempo, si è trasformato in un’ attrazione turistica. Costantino ci tiene a precisare che non lavora più e che se a volte si trova nel suo laboratorio è perché non vuole perdere la mano. Quindi se siete a Ficulle sperate che quel giorno sia in bottega…sono questi incontri che fanno i viaggi!

 

FRANCA – macelleria Mezzoprete

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Prima di andare a Ficulle per noi il Groppone era solamente “lo più grande capitan di Tuscia”  che  Brancaleone da Norcia “con un sol colpo d’ascia lo tagliò in due“! Con questa certezza siamo entrati nella bottega artigianale che la famiglia Mezzoprete gestisce da più di 40 anni..e con nostro immenso stupore abbiamo scoperto che il Groppone qui è un tipico salume ficullese ricavato dalla parte lombare del maiale (meglio se da razze adatte allo sviluppo del lardo come la Cinta senese). La signora Franca, capostipite di questa norcineria, visto il nostro interesse ci ha letteralmente rimpinzati di racconti di famiglia e di qualsiasi tipo di carne secca. Alla fine siamo usciti dal suo negozio con il nostro cartoccio di Groppone ( ce lo siamo spazzolato poco dopo di fronte a un meraviglioso tramonto) e con una confezione di zafferano purissimo di Città della Pieve!

GIANLUIGI – tenuta Vitalonga

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Virginia dell’Antico Feudo  ci aveva consigliato alcune cantine da visitare nell’orvietano, trovandoci a Ficulle abbiamo deciso di andare a vistare la tenuta Vitalonga. Attraversiamo un lungo viale che taglia a metà lunghi filari di uva, alla fine di ognuno cresce una pianta di rose..il sole sta tramontando e tutto si colora di un rosso intenso. Arriviamo di fronte ad un casale in pietra…ad accoglierci Tartù un meraviglioso Lagotto (più tardi scopriremo che fu abbandonato perchè non aveva mai trovato un tartufo..ma ora è al sicuro con la famiglia Maravalle). Poco dopo conosciamo Gianluigi, la terza generazione della tenuta Vitalonga, una combinazione di gentilezza ,disponibilità ed esperienza. Nonostante fosse sabato e l’ora di cena si stava avvicinando ci ha condotti in un tour incredibile alla scoperta di questi vini rossi (in una terra famosa per i bianchi-ORVIETO DOC) di grande qualità. Ci svela che passeggiando per la tenuta è possibile trovare dei fossili per terra. Sorseggiando un “Terra di confine” i nostri pensieri si sciolgono in un abbraccio infinito con la vallata che si apre di fronte a noi.
 
Triplicemente soddisfatti,
 
Den e Robi
 
DOVE DORMIRE NEI PRESSI DI FICULLE: L’antico Feudo

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EXPLORING UMBRIA: 3 storie ficullesi
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