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Ogni sabato mattina Roma si distende, le code chilometriche ai semafori spariscono e si respira l’aria leopardiana del villaggio in festa.
Le strade cominciamo a popolarsi di strane figure mitologiche: i ciclisti del week end.
Per molto tempo abbiamo creduto che fosse impossibile poter pedalare sul lungotevere ma alla fine ci siamo uniti anche noi a questa tribù.
E’ finalmente arrivato il momento di presentarvi: Rupert, un’arzillissima Atala Gita e la Graziellina, una ragazza degli anni ’80.

Inforchiamo in nostri bolidi e andiamo a trovare due amiche che ci guideranno da vere local alla scoperta dei meandri di Borgo Pio, il quartiere medievale che si incunea all’ombra del Vaticano.
Non è la prima volta che ci addentriamo in questo quartiere (il paninaro è stato la nostra oasi dopo molte notti brave!) ma questa volta abbiamo deciso di farlo con occhi nuovi, lasciandoci guidare da chi ci vive!

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L’anima di borgo (così lo chiamano i romani) è frammentata come le stradine che la percorrono, divisa tra il viavai dei pellegrini in viaggio nella Città Santa, i commercianti di oggetti religiosi, le botteghe storiche, i “borghigiani” (gli abitanti del quartiere) e la street art.

Difficile credere che un quartiere così esposto ai viaggiatori di tutto il mondo sia riuscito a rimanere così pop!

Le nostre “cicerone” ci hanno voluto mostrare come prima cosa tutti i pezzi di street art che da un po’ di tempo a questa parte si sono materializzati sui muri dei palazzi. Girato un angolo un Bergoglio superman, con tanto di valigetta carica di “valores”, ci guarda dietro gli occhiali!
Scopriamo che è opera di Mauro Pallotta-Maupal, classe 1972, street artist romano che ha disseminato la zona di personaggi: Aldo Fabrizi a via Plauto, sopra c’è la frase che amava ripetere l’amatissimo attore: “panza piena nun penza a quella vota”.
Dije che te c’ho mannato io” dice un Sordi sorridente, in via degli Ombrellari. Nella stessa via un salvadanaio rotto simboleggia l’Italia e l’Europa. A Borgo Vittorio c’è una rivoluzione in atto:due topi inseguono un gatto!

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Purtroppo qualche giorno fa, il comune di Roma ha deciso di rimuovere il Papa Superman, nonostante a Francesco fosse piaciuto molto e i borghigiani abbiamo protestato! Certe volte la concezione di decoro urbano lascia molto a desiderare!

Le botteghe storiche disseminate per il quartiere sono l’altro must to do (così ci dicono le nostre amiche!). Piccole roccaforti del tempo che resistono, come la latteria Giuliani del 1903 (che da 1912 ha cambiato solo la cassiera), il panificio dell’Ottocento, il calzolaio, le officine dei meccanici e..la tabaccheria del 1865.

Entrando in questa tabaccheria si attraversa una porta spazio temporale: un autentico negozio di 200 anni fa nella struttura e negli arredi, ma soprattutto un vero e proprio museo. Sugli scaffali e nelle vetrine stanno in bella mostra, libri d’epoca, registratori di cassa del primo ‘900, il primo numero della domenica del corriere, macchine fotografiche e grammofoni!
Quando chiediamo al signor Maurizio Bianchini da quanto tempo gestisce questa bottega ci risponde “da vent’anni! Non penserete mica che sono qua dal 1800?”.

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Chi entra qui dentro potrebbe finire col dimenticarsi di comprare le “bionde” e uscire con un giornale del 1890..è esattamente quello che è successo a noi (edizione del Corriere della sera che annuncia le dimissioni del Principe Bismarck!).
La tabaccheria di Via di Borgo Pio fa parte dei Negozi storici di Roma.

Finiamo il nostro giro passeggiando verso Castel Sant’Angelo e ci godiamo un sole invernale sul «ponte», che i romani per secoli hanno considerato l’unico: quello che congiunge le due rive del Tevere.

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Machevelodiciamoafa che Roma è la capitale del mondo?

Un po’ più local,

Den e Robi

Se volete provare l’esperienza di Borgo Pio, il B&B AL QUARTO PIANO e la casa AL BORGO fanno per voi!

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EXPLORING ROMA: Borgo Pio street art e botteghe storiche.
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