Ph: Fabio Balbi

A Muggia ci siamo stati molte volte (Denyse è di origini triestine) ma è proprio  qui che, un anno fa, abbiamo  capito da dove deve ripartire l’Italia: i borghi meno conosciuti che conservano ancora intatto il fascino dell’esplorazione.
Insomma questo posto scandito dai ritmi del mare e duro come il Carso che lo incornicia…ci è molto caro.
Arriviamo a Muggia un paio di settimane fa, per incontrare Franco e Fiorenza de La casa dei venti e per accogliere Eleonora e Gianluca de Il Perimetro (un wikiviaggio volto a riscoprire la bellezza e raccontare giorno dopo giorno le possibilità e le prospettive sopravvissute al consumo, al cemento e alla televisione). Hanno deciso di incontrarci, dedicando la  tredicesima tappa del loro giro d’Italia con la Vespa al nostro progetto.
Il tempo che abbiamo trascorso a Muggia sembrava dilatato tra calli strette, il via vai di pescatori nel “mandracchio”, la piazza del Duomo sorniona. Dopo qualche giorno siamo diventati amici di tutti. Il pescivendolo, il barista, la fruttivendola ci salutavano per nome. Vivendo in una grande città,troppo spesso, ci si dimentica di questo calore…sembrava come se la nostra presenza fosse diventata parte integrante della vita del borgo.
Molto presto abbiamo imparato un paio di regole per sopravvivere in questa cittadina: non scambiare i muggesani con i triestini e ordinare una caffè non è una cosa semplice. I muggesani sono molto più simili ai veneziani che ai triestini, il dominio della Serenissima si respira ovunque..nell’architettura (il leone è onnipresente), nel dialetto e nella cucina. Chi ordina un caffè a Muggia (ma anche a Trieste), dovrebbe prima imparare lo speciale vocabolario..ecco qualche esempio:
 
Nero: caffè classico, l’espresso in tazzina
Capo: espresso macchiato caldo in tazzina
Capo in b: espresso macchiato caldo servito in bicchiere di vetro sfaccettato
Capo in b tanta: espresso macchiato in bicchiere di vetro con tanta schiuma
Capo in b tanta special: caffè macchiato in bicchiere di vetro con tanta schiuma e spolverata cacao
Caffelatte o capo in tazza grande: è il classico cappuccino
 
Una mattina abbiamo sentito un signore ordinare un “capo estivo”…a quel punto è crollata ogni certezza!
In questo posto fuori dal tempo, Franco ci ha ospitati ne La casa dei venti: la  scommessa sua e della sua compagna Fiorenza. Dopo aver girato il mondo hanno deciso di acquistare un intero edificio (che era ridotto in condizioni pessime) in questo piccolo borgo istriano e di iniziare qui la loro sfida. “Ci sono luoghi che non muoiono ma che aspettano solo di avere una seconda opportunità” così esordisce Franco, raccontandoci la scelta di investire in un piccolo borgo che merita di essere conosciuto. Ci parla del fascino delle pietre che sono tornate alla luce durante il restauro, di come bisogna adattarsi all’architettura originale e non demolire (le case hanno un’anima).
Franco e Fiorenza ci hanno fatto sentire a casa, ogni dettaglio dell’alloggio era accogliente e parlava di recupero (un tavolo era ricavato dalla base di una vecchia Singer!).
Abbiamo voluto portare qui la Vespa de Il Perimetro perché potessero raccontare questa realtà che “sopravvissuta al cemento” ci ha riportato indietro di molti anni…vivendo insieme a loro il “lusso” della lentezza e dell’Italia autentica.
Ci rivedremo con loro a Sud (a Modica) e verremo,invece,  a visitare di nuovo Franco e Fiorenza molto presto…per esplorare i dintorni di Muggia!
 
Vi linkiamo l’articolo della tappa di Muggia de Il Perimetro: http://www.donostia.it/ilperimetro/ho-fatto-scalo-a-muggia/

 
A prestissimo,
 
Den e Robi
 
Per chi volesse soggiornare nelle case di Franco e Fiorenza, visitate: La Casa dei Venti

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EXPLORING MUGGIA: Un borgo al confine e la Casa dei Venti
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