Leonardo da Vinci e la lasagna

Ragazzi non allarmatevi, ma credo proprio di aver fatto la scoperta del secolo!
Vedo già la mia foto sulla copertina del Time, interviste al David Letterman Show e una borsa di studio ad Harvard!

Ok, lo so come sempre sono partita a bomba, ora vi spiego: mi trovavo presso l’Archivio Nazionale della mia Fantasia, girovagando tra scaffali fatti di marzapane e libri di pan di
spagna (Hansel e Gretel “me spicciano casa”, come diciamo a Roma), quando ad un certo punto, ricoperta di zucchero a velo, mi ritrovo tra le mani una lettera originale, ma che dico originale, AUTENTICA, scritta rigorosamente in maniera speculare, da nientepopodimenoche Leonardone Da Vinci!

Timorosissima di poter danneggiare il preziosissimo reperto e consapevole dell’essere maldestro che sono, con calma, cautela ed ampi respiri, poggiai il suddetto su di un tavolo. Non voglio annoiarvi con inutili premesse, indi per cui vi riporto direttamente le parole del grandissimo:

Destinatari: Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio
Amboise, 15 dicembre 1517

Cari amici lontani,
come state?

Io sto benone, alla corte del re Francesco I, ogni giorno si fa festa, le persone son gentili e cordiali, e qui mi si dà la possibilità di poter esprimere fino in fondo tutta la mia arte ed il mio estro.

Non so se tornerò mai più nella mia terra natìa, sono ormai anziano, e sento che finirò i miei ultimi giorni qui.

Vi avverto che questa non è una lettera di cortesia: è una richiesta di aiuto!
Scrivo a voi, star rinascimentali (mi riferisco anche a te Michelangelo, nonostante i dissapori del passato), perché l’altra notte feci un sogno molto strano: noi tre e il buonanima di Donato di Niccolò di Betto Bardi (che poi sarebbe Donatello) tenevamo in mano una tartaruga e ciascuno di noi aveva una tunica colorata: rossa, azzurra, viola e arancione.
Non ricordo in maniera nitida il sogno, ma posso dire con certezza che eravamo dei combattenti.
Il giorno seguente, abbastanza scosso, mi recai dal mago di corte affinché potesse interpretare la mia visione notturna. Tra le sfere di vetro, azzardando formule alchemiche e leggendo la bava di rana, mi rivelò che nel futuro noi saremo conosciuti dai posteri ed in particolare dai bambini, come dei guerrieri che combattono le ingiustizie. Che cosa bizzarra!!

Questa rivelazione mi fece giungere alla conclusione che, se nel futuro saremo ricordati non come artisti, ma come tartarughe che difendono la Terra, voglio dare un senso a questa lotta partendo da un presupposto non discutibile:  LA LASAGNA SI FA CON IL RAGU’ E CON LA BESCIAMELLA. PUNTO. Tutto il resto è schifezza!!

Con estrema indignazione vi racconto l’antefatto:

non credevo che una situazione così incresciosa potesse ripetersi due volte nella mia vita, ma, purtroppo per me, così è stato. L’altra sera sono stato invitato direttamente dal re a banchettare con i suoi ospiti, i quali si dilettano nell’ascoltare barzellette e indovinelli inventati da me medesimo, dunque molto spesso mi reclamano alla loro tavola. Diciamo che si è sempre mangiato in maniera decorosa, ma mai paragonabile alla corte del Duca di Milano, Francesco Sforza, o alla corte di Pavia, o altre corti italiane dove fui chiamato nei lunghi anni della mia vita per svolgere il mio mestiere, non solo di artista pittore, ma anche di ingegnere, scienziato e via dicendo.

Tra le tante portate che servirono quella sera, una in particolare mi lasciò di stucco. E’ stato chiamato a cucinare a corte uno chef  che al momento è molto in voga, dicono..
E cosa mi presenta questo infame (scusate ma non trovo altro modo per definirlo)???? Una lasagna fatta con prosciutto cotto e sottiletta!!!!!! Con pomodoro semplice, tutta rinseccolita e con pochissimi strati di pasta!!! Ma ragazzi ma siamo usciti di senno?? In Italia una cosa del genere te l’avrebbero tirata dietro!
Quest’ultima frase, però, da affermazione diventò questione.. perché dato il primo morso (per educazione, s’intende!) mi tornò alla mente un sapore già conosciuto.. io avevo già mangiato in passato una roba brutta del genere.. mi scesero le lacrime, giuro!

Mi ricordai infatti, che quando ero solo un ragazzo adolescente, nel momento in cui mio padre si rese conto delle potenzialità artistiche che avevo, decise di portarmi a Firenze, a bottega dal più famoso artista del momento, ovvero il Andrea del Verrocchio. Si era tutti ragazzi, si lavorava e si viveva tutti insieme. Si mangiava, ovviamente li, con quello che la moglie ci offriva. Cara donna, ma a cucinare zero spaccato!! Ricordai così che anch’ella ci proponeva, ogni dannato mercoledì, questa lasagna dal sapore acido, poco gustosa, quasi fastidiosa!

 Propongo di creare un comitato per la salvaguardia della lasagna, per evitare che nel futuro, mai e poi mai, possa ripetersi un fatto così grave.
La nostra missione sarà di istruire gli chef di tutta Europa sulla sacra ricetta della lasagna, per poter letteralmente godere di uno dei pochi, veri, piaceri della vita: il cibo!

Sapete perfettamente che io fui figlio illegittimo, di mio padre, notaio, e di mia madre, contadina. Vivendo con la famiglia di mio padre, vedevo mia madre di rado, ma quando andavo a mangiare da lei mi faceva una lasagna sugna, ricca, sbrodolona…insomma a mestiere!

Lei si alzava di buon mattino ad impastare con uova e farina la sfoglia, mentre nel frattempo aveva messo sul fuoco a soffriggere, con un po’ di olio, cipolla, carote e prezzemolo tritati, con l’aggiunta di peperoncino. Quando il tutto cominciava a “friccicare” (così diceva lei), vi aggiungeva il macinato di suino e bovino, con aggiunto un pezzettino di salsiccia, che dà più sapore. Quando tutto era ben cotto, sfumava con del vino, e  nel momento in cui il concerto del friccico era finito, aggiungeva il pomodoro. La fiamma doveva essere rigorosamente bassissima, e gli ingredienti, per qualche ora, facevano all’ammore tra loro, bollendo piano piano, come i pentoloni delle streghe, ma invece di esserci dentro del veleno, dentro quel pentolone nasceva una pozione magica!

Nel frattempo preparava la besciamella, con burro, farina latte, un pizzico di sale e noce moscata.

Quando tutto era pronto, procedeva con la composizione estremamente accurata e meticolosa del tutto: partendo con una la miscela di ragù e besciamella, in modo che la prima sfoglia non si attaccasse alla teglia, continuando con lo strato di sfoglia e di nuovo ragù, besciamella e parmigiano, e così via.

Il segreto, che personalmente trovo geniale, era quello di non mettere assolutamente la mozzarella, che essendo un alimento ricco di latte, una volta infornato a temperatura elevata, rilascia tutto il suo liquido, infradiciando così la lasagna.

Vi assicuro che una volta messa in bocca la prima forchettata, non potrete assaggiare altro tipo di lasagna: il ragù misto alla besciamella che straborda tra uno strato e l’altro è semplicemente una goduria per il palato.

L’attenzione e la cura è paragonabile alla pittura, non si dipinge mica così a caso: io prendo appunti (ho più di 8000 fogli accumulati in tutta la vita!), studio il movimento delle acque, il volo degli uccelli, i paesaggi, le espressioni, le ombre e le luci, preparo personalmente i miei colori, sovrappongo più strati all’interno della tela.. i personaggi raffigurati devono imparare a conoscersi prima, dovranno stare insieme per tanto tempo, devono andare d’accordo!

Allo stesso modo ci vuole amore e pazienza per fare una bomba calorica del genere, me ne rendo conto, ma vi do un consiglio: diffidate da dalle imitazioni, e diffidate da chi vuole fare una cosa “light” perché magro è bello! Col cavolo!! Non dico di mangiare tutti i giorni una cosa così ricca e piena, ma quando si mangia, va mangiata bene.. la vita è una e non si può perdere tempo a mangiare piatti di lasagne scadenti!

Detto ciò, attendo con ansia una vostra risposta, un vostro parere, e mi aspetto da voi che abbracciate con entusiasmo la mia causa.

Vi abbraccio affettuosamente,

Leonardo

P.S. se mai dovessi morire in Francia, sappiate che ho portato qui con me una tela, raffigurante la Monnalisa, o La Gioconda, che dir si voglia. Ecco, se dovessi mai morire qui, sappiate che questa tela DEVE rimanere nel luogo in cui io morirò, e non voglio assolutamente che questo diventi motivo di speculazione coatto su eventuali partite di palla-qualcosa internazionali nel futuro. Non voglio che sulla bocca di barbari volgari cadano le parole “Aridatece la Gioconda”, non avendo minimamente idea di cosa sia e soprattutto di dove Ella debba trovare luogo. Grazie! 

Cari amici That’s Amore Italia, che dirvi a conclusione se non che sono commossa. Punto uno perché mi sono trovata in totale sintonia con la meticolosa ricetta della madre di Leo.. (devo fare una ricerca e scoprire se anche lei era del segno della vergine come me!).
La sera prima che mi togliessero il dente del giudizio, come l’ultimo desiderio del prigioniero condannato a morte seguito pedissequamente le indicazioni.. Il risultato? Poesia pura!! I giorni di pappette li ho vissuti nel ricordo della lasagna di Leo…

Ah.. per la cronaca.. Leonardone è morto in Francia!

Vi lascio con la promessa che cercherò nell’Archivio le risposte dei suoi amici,

see you soon,

B.

Per chi volesse vedere Leonardo da Vinci a Roma: Mostra di Leonardo da Vinci – il genio e le macchine

Per chi volesse vedere Leonardo da Vinci a Firenze: Gallerie degli Uffizi

PER DORMIRE A ROMA E FIRENZE: That’s Amore Roma e That’s Amore Toscana 

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